██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Montella
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwiqMontellacite-ref-5[5] è un mwjgcomune italiano di mwjw7 133 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2] della mwlaprovincia di Avellino in mwlqCampania.
Nato su una zona già abitata dal periodo mwlwneolitico, il paese divenne mwmasede gastaldale e poi mwmqcontea sotto i mwmgLongobardi.cite-ref-moscariello-6-0[6] Montella è nota per la produzione della mwnwcastagna, cui è riconosciuto il marchio mwoaIGP, e per il mwoqtartufo nero. Il territorio, compreso nel mwogparco regionale Monti Picentini, è prevalentemente montuoso e ricco di mwowsorgenti, quattro delle quali alimentano l'mwpaAcquedotto Pugliese. Dalla sorgente del mwpqMonte Accellica, nel territorio di Montella, nasce il fiume mwpgCalore Irpino.
A Montella si conserva l'unico esemplare originale di mwqagiornea mai rinvenuto, conservato presso il mwqqconvento di San Francesco a Folloni, facente parte dei paramenti funebri del conte mwqgDiego I Cavaniglia, morto nel 1481 nella mwqwbattaglia di Otranto contro i turchi.cite-ref-7[7]
Contents
• Grotte
• Clima
• Storia
• Medioevo
• Simboli
• Società
• Cultura
• Arte
• Cucina
• Economia
• Strade
• Ferrovie
• Sindaci
• Sport
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Geografia fisica
(latino)
«Montella et gelidi valete fontes
Et silvae et nemore alta castanetis
Tunc me frigoribus tuis tenebas
Montella alpigenum e choro sororum
Una nobiliorque laetiorque etc.
»
(italiano)
«Addio Montella e fresche sorgenti
E boschi e alte foreste di castagni
Una volta mi ospitavi con le tue frescure,
O Montella, nello stuolo delle tue alpestri sorelle
L'unica e la più nobile e la più gioiosa»
(Giano Anisio, 1520 ca.)
Situata nel settore meridionale dell'mwuqIrpinia, Montella fa parte della mwugcomunità montana Terminio Cervialto; l'escursione altimetrica nel comune è di mwuw1 616 metri.cite-ref-9[9]
Il mwwqfiume Calore ha la sua sorgente nel comune di Montella. Importanti sono le valenze paesaggistiche, in particolare l'mwwgaltopiano di Verteglia, vasto e ricoperto da faggi; tra le numerose grotte esistenti, la mwwwGrotta dei Cantraloni e la mwxaGrotta del Caprone.
Dei mwxg93,32 km² del territorio montellese, 0,96 sono occupati dal centro urbano, 49,30 sono a zona boschiva, 5,78 sono a pascolo o incolte, 13,49 a coltivazioni varie, e 13,79 (oltre il 16%) sono mwxwcastagneti.cite-ref-10[10]
Idrografia
«Ocelle fluminum Calor, Calor pulcher
Calor bonarum cura, amorque Nimpharum,
Quem Coerulum fovens caput sinu blando
Montella secum amore vincit aeterno
»
Data la sua grande riserva idrica, Montella è in grado di fornire acqua a molte zone della Campania e della mwdwPuglia. Le sorgenti denominate mweaPeschiera, mweqPollentina, mwegPrete e mwewBagno della Regina alimentano l'mwfaAcquedotto pugliese attraverso le opere di captazione ubicate nel comune di mwfqCassano Irpino. Nel territorio del comune di Montella si trova la sorgente del mwfgfiume Calore, la principale per portata e importanza; sempre a Montella si trovano le sorgenti dellmwfw'mwgaAcqua degli Uccelli ai piedi del mwgqmonte Terminio, delle mwggAcque Nere, della mwgwTufara, il torrente mwhaJumiciello tra il monte Sassetano e il monte Tufara, le sorgenti della mwhqScorzella, torrente che affluisce nel fiume Calore, il mwhgtorrente Santa Maria che attraversa il paese, il mwhwLacinolo e il mwiaBagno della Regina.
Sul territorio sono presenti quattro cascate: la mwig cascata della Tufara, la mwiwcascata della Madonnella, la mwjacascata del Fascio – costruita appunto in epoca fascista per convogliare le acque nell'acquedotto di Montella, e che è uno dei luoghi di partenza delle escursioni – e la mwjqcascata della Lavandaia (mwjgla Pelata), già presente al tempo della realizzazione dell'omonimo ponte (mwjwI secolo a.C.), sottoposta a lavori di rifacimento nel mwkaXV secolo per alimentare il mulino voluto dai cittadini che, attivo fino agli mwkqanni cinquanta del mwkgXX secolo, è oggi allo stato di rudere.
Grotte
Il sottosuolo del territorio presenta varie insenature, passaggi, aperture, condotti e caverne, dati dal mwlqfenomeno carsico a cui sono soggette le montagne. La più grande tra le grotte e quella detta mwlgdel Caprone. Le grotte sono diverse ed in parte esplorate ed esplorabili. I fenomeni di superficie comprendono mwlwinghiottitoi e mwmadoline, molto presenti nella zona di Verteglia.
Sismologia
Il territorio comunale è parte integrante del mwnadistretto sismico dell'mwnqIrpinia. In occasione del mwngterremoto del 1980 vi furono, nel solo comune di Montella, 10 morti, 290 feriti e mwnw1 191 senzatetto.cite-ref-ingv-12-0[12]
• mwpgClassificazione sismica: zona 2 (sismicità media)cite-ref-13[13]
Clima
Montella, situata ai circa 560 metri di altitudine,cite-ref-altitudine-1-1[1] gode di un clima continentale: l'inverno è rigido con frequenti piogge, nebbia e molta umidità. Tra dicembre e febbraio non mancano le nevicate. In questi periodi capita che le temperature scendano al disotto dello zero. In primavera e agli inizi dell'autunno sono frequenti brina e gelate, mentre in estate il clima è mite, infatti di rado le temperature superano i 35 gradi.
Origini del nome
Il nome deriva da mwswMonticulus o mwtaMontillus, da cui mwtqMontilla, mwtgMotilla e infine Montella. Deriva chiaramente da monte, nel senso di colle fortificato.cite-ref-moscariello-6-1[6]
Storia
Le famiglie storiche
Francesco Scandone riporta le famiglie storiche montellesi nel suo L'Alta Valle del Calore. Il municipio di Montella, col suo feudo, nei tempi moderni incominciando dal dominio della Casa D'Aragona.cite-ref-14[14] Tra queste, quelle non estinte sono:
• Abiosi: tra le più antiche, presente a Montella probabilmente già nel XIV secolo, si conserva ancora oggi presso il palazzo Abiosi la laurea di un "Guglielmus Abiosus de Montella" datata 9 maggio 1483, al più antica laurea rilasciata dall'Università di Napoli che si conservi. Imparentata con diverse famiglie nobili campane, tra cui i Capece Minutolo di San Valentino e i Mangoni di Santo Stefano, la famiglia si fregia del titolo baronale. Il Palazzo della famiglia si trova sulla piazza principale del paese.
• Boccuti: famiglia nobile di cui si ha notizia a Montella già nel XVI secolo con l'avvocato Scipione Boccuti.
• Delli Bovi: tra le famiglie nobili del paese, giuristi per generazioni a partire dal XVI secolo con Benedetto Delli Bovi.
• Bruni Roccia: famiglia nobile di Borgogna discesa in Italia al seguito di Re Renato d'Angiò (sec. XV) in persona di Richard de la Roche detto il Bruno. Ottenne diritti feudali in Montella e Cassano Irpino. Godette di giuspatronato in San Francesco a Folloni e nella Collegiata di Montella. Espresse condottieri, accademici e numerosi medici e giuristi tra cui Francesco, primo presidente di suprema corte di Cassazione. Nel XVI secolo realizzò l'omonimo Palazzo ancora oggi proprietà della famiglia.
• Capone: famiglia nobile risalente al sec. XII; espresse numerosi giuristi dalla fine del '400, incluso Giulio, professore in Napoli nel sec XVII; realizzò il Palazzo Capone andato perso con il Terremoto del 1980. Diede i natali al Senatore Filippo Capone, figura eminente del Risorgimento italiano, per poi estinguersi alla metà del secolo scorso.
• Cianciulli: presente a Montella già nel XVII secolo, diede i natali al marchese Michelangelo Cianciulli, Ministro della Giustizia del Regno e poi Reggente delle Due Sicilie. A Montella esiste ancora il Palazzo della famiglia nel rione S. Giovanni.
• Gambone: ricca famiglia di giuristi fin dal XVI secolo, ad essa appartiene Luigi Gambone, nominato consigliere regio nel 1589.
• Lepore: si ha notizia della famiglia già nel 1565 con Traiano, giunto a Montella da Napoli. Raggiunse il prestigio nel XVIII secolo, realizzando il Palazzo di famiglia dove fu ospite re Giuseppe Bonaparte.
• Moscariello: presente a Montella dal XVI secolo, originaria di Nusco.
• Palatucci: tra le più antiche, godeva del titolo baronale. Cesare Palatucci, barone di Montella, emigrò a Castagneto Cilento nel XVIII secolo.
• Pascale: famiglia di medici; si ha notizia di un medico Bartolomeo Pascale, morto a Montella nel 1609. Il Palazzo Pascale è andato perduto con il Terremoto del 1980, quando il ramo principale della famiglia si era già estinto da decenni.
• Scandone:originaria di Troia, il capostipite, Miale da Troia, detto "Il pazzo", combatté nella disfida di Barletta e ricevette da Carlo V il titolo di cavaliere. Ad insediarsi per primo a Montella fu il nipote Cesare, nel 1552, cambiando il nome della famiglia in Scandone, già soprannome della stessa.
• Trevisani: famiglia nobile di notai e poi magistrati, realizzò l'omonimo Palazzo tra i più belli del paese, ancora oggi proprietà della famiglia.
• Volpe: presente a Montella già nel '500 con Giovanni Volpe, che fu sindaco del paese nel 1546, di Pellegrino Volpe si conserva la laurea in Giurisprudenza datata 18 maggio 1685. Il palazzetto seicentesco della famiglia, sulla via del Corso, distrutto dal Terremoto del 1980, è stato ricostruito riutilizzando il portale originale con lo stemma della famiglia.
Dalle origini alla conquista romana
Non si sa molto in merito ai primi abitanti della zona di Montella, ma il ritrovamento di reperti dell'mwzaetà del bronzo fa pensare che la zona fosse già abitata nel mwzqIII millennio a.C. Quello che è certo è che attorno al 500 a.C. circa alcune tribú mwzgsannitiche mwzwirpine si insediarono nella zona compresa tra il fiume Calore e il fiume Lacinolo. Di ciò si può esser certi poiché nella zona bassa dell'odierno abitato di Montella sono stati rinvenuti numerosi reperti databili dal 500 a.C. fino a tutto il periodo della dominazione romana, tra cui monete greche che testimoniano i rapporti commerciali delle tribù locali con le mw0acolonie della Magna Grecia.cite-ref-moscariello-6-2[6]
Nel periodo immediatamente antecedente la conquista romana, le tribú irpine ebbero come loro punto di interesse religioso e militare il luogo che oggi viene denominato mw1gMontella piccola, che doveva essere un presidio militare realizzato con le tecniche proprie di quelle popolazioni: una semplice palizzata con al massimo dei contrafforti in terra battuta. Certo è da dire che il popolo dei Sanniti, di cui la tribú irpina era parte, costruiva in alcuni casi anche strutture notevoli usando massicci blocchi di pietra bianca, ma nel territorio di Montella tali opere non sono presenti; si potrebbe perciò convenire che il punto di interesse di mw1wMontella piccola sia stato munito di una protezione in terra battuta o argilla con palizzata di legno.cite-ref-moscariello-6-3[6]
Gli Irpini, che insieme ai mw3qPentri e ai mw3gCaudini erano parte importante della confederazione militare sannitica, combatterono contro i Romani nelle famose tre mw3wguerre sannitiche. Le legioni Romane ebbero il sopravvento e l'egemonia di Roma si estese su tutto il territorio interno della Campania.cite-ref-autogenerato1-15-0[15]
Agli inizi del secolo scorso il rinvenimento di sepolture di mw5qepoca romana nella zona di Folloni e dei resti di una villa in località San Vito (di cui si sono perse poi le tracce), oltre al rinvenimento di numerosi reperti in zona mw5gFontana (1978) e in altre località, quasi tutte portate nel giardino di Palazzo Capone e attualmente presso la sezione archeologica del mw5wMuseo irpino di Avellino, servirono quali documenti storici circa l'epoca romana nel territorio montellese. Un cippo rinvenuto in località mw6aChianola riporta i nomi dei magistrati che intorno al mw6q130 a.C. eseguirono la divisione agraria della zona: Marco Fulvio Flacco, Gaio Papirio Carbone e Gaio Sempronio Gracco. Lo stesso cippo riporta l'indicazione del mw6gcardo e del mw6wdecumano dell'insediamento romano.cite-ref-moscariello-6-4[6]
Medioevo
In epoca mw9glongobarda Montella fu sede di un importante mw9wgastaldato, data la sua collocazione strategica tra il mw-aprincipato di Benevento e il mw-qprincipato di Salerno. Un notevole posto di guardia dell'epoca medievale era il Castello del Monte.
Prima menzione scritta di Montella potrebbe essere un giudicato del duca di Benevento mw-wArechi II del mw-a762 «mw-qin curta nostra que vocatur Montella». Poiché però nel medesimo documento è presente anche la dicitura «mw-gin nominata curte nostra Montellari» si è anche ipotizzato che il reale riferimento documentale fosse a "Montellari" o "Montillaro" antico borgo medievale situato nella mw-wvalle del Cervaro, a nord di mwaqaBovino.cite-ref-16[16]
Sotto la mwaqydominazione normanna e mwaqcsveva Montella, diventata mwaqgcontea, fu feudo dei signori De Tivilla e poi dei mwaqkd'Aquino (dal 1174 al 1293). Tommaso II d'Aquino era signore del feudo quando nel 1222 frate mwaqoFrancesco d'Assisi, durante il suo viaggio di ritorno dal mwaqsSantuario di S. Michele Arcangelo del Gargano, si fermò nei pressi di Montella, nel bosco di Folloni; decise di lasciare in quel luogo alcuni frati affinché edificassero un dormitorio e convertissero con la loro missione i ladri che infestavano il bosco. Sorse così il mwaqwmonastero di San Francesco a Folloni che tutt'oggi partecipa in maniera attiva alla vita della comunità. Testimonianza di quel passaggio è l'affresco di mwaq0Giotto nella mwaq4Basilica superiore di Assisi che raffigura il miracolo de "la morta di mwaq8Montemarano", paese vicino Montella.
Sotto il dominio mwareangioino, il Castello del Monte divenne proprietà dei mwariprincipi di Taranto. mwarmCarlo II d'Angiò fece del castello un suo luogo di ritiro, abbellendo il parco con fontane e piante.cite-ref-autogenerato1-15-1[15]
La dominazione aragonese: i Cavaniglia
Con l'arrivo degli mwaroAragonesi Montella passò sotto il dominio dei conti mwarsCavaniglia, venuti nel regno di Napoli dalla Spagna al seguito di mwarwAlfonso V. Il paese conobbe un periodo di splendore. Nel 1445 il castello del Monte ospitò una memorabile battuta di caccia cui prese parte re mwar0Alfonso il Magnanimo. Durante la signoria di Troiano I Cavaniglia, il palazzo di corte fu frequentato dagli mwar4accademici pontaniani, oltre che da pittori e intellettuali provenienti da diverse parti del regno.
Delle numerose testimonianze rimaste della signoria dei Cavaniglia la più importante è sicuramente il mausoleo di Don mwasaDiego I Cavaniglia, glorioso capitano, ferito a morte durante la battaglia contro i Turchi mwasead Otranto, opera di mwasiJacopo della Pila.cite-ref-17[17]
Dopo i Cavaniglia, famiglia feudataria di Montella sono stati i De Tolfa. Nel 1613 il nobile genovese Antonio mwasgGrimaldi acquista il feudo di Montella per mwask47 400 ducati. Nel 1680 il feudo diventa proprietà del doge di Genova mwasoFrancesco Maria Sauli, per poi passare definitivamente ai mwassD'Oria. Ultimo feudatario di Montella fu il principe Marcantonio II D'Oria.cite-ref-autogenerato1-15-2[15]
Periodo borbonico e epoca contemporanea
Ebbe un ruolo considerevole nel mwatcregno delle Due Sicilie nuovamente per la sua posizione di confine, tra il mwatgPrincipato Ultra e il mwatkPrincipato Citra. A Montella soggiornò mwatoGiuseppe Bonaparte di ritorno dalle Puglie, presso il Palazzo dei Lepore. Montellese era il marchese mwatsMichelangelo Cianciulli, ministro di grazia e giustizia e reggente delle mwatwDue Sicilie nella fase di passaggio dai mwat0Borbone all'occupazione francese.
Per Montella il lungo periodo feudale ebbe termine agli inizi del mwat8XIX secolo, proprio ad opera del Cianciulli, estensore, quale ministro della giustizia del Regno, delle mwaualeggi eversive della feudalità.
Durante la mwauiseconda guerra mondiale, la mwaumPiana del Dragone e gli mwauq Altopiani di Verteglia, nel territorio montellese, sono punti strategici di grandi manovre militari. In quel periodo per più volte il principe ereditario mwauuUmberto di Savoia sarà ospite del mwauyconvento di San Francesco a Folloni, cui rimarrà legato e a cui donerà la statua che ancora oggi si trova nella nicchia sul portale principale della chiesa. Nel 1936, mwaucMussolini insieme a mwaugVittorio Emanuele III passeranno per Montella per supervisionare le operazioni militari.
Il terremoto dell'Irpinia
Montella come tutti i comuni dell'mwausIrpinia fu gravemente colpita dal mwauwterremoto del 23 novembre 1980. L'epicentro della scossa, durata 80 secondi, fu a circa 23 chilometri di distanza, e si registrò una magnitudo sulla mwau0scala Richter di circa 6,5 (mwau4magnitudo momento 6,9) ed una intensità 8 sulla mwau8scala Mercalli.cite-ref-18[18] I morti montellesi furono quattordici, vasto il patrimonio edilizio, anche storico, gravemente danneggiato o irrimediabilmente distrutto. La ricostruzione si è protratta per tutti i successivi anni ottanta e novanta.cite-ref-19[19]
Simboli
Stemma, gonfalone e statuto
• Dallo statuto del comune si legge:
«Il Comune, negli atti, nel gonfalone e nel sigillo si identifica con il nome "Comune Civitas di Montella" e con lo stemma che ne è l'emblema tradizionale e riconosciuto e di cui si è in libero e pacifico possesso che di seguito si descrive: "Scudo dal campo smaltato d'azzurro con figure araldiche ispirate al regno vegetale e celeste. Presenta nel capo tre stelle ordinate in fascia a cinque punte smaltate d'oro e, nella punta, tre monti accostati smaltati di verde. Il tutto in un'orlatura d'oro posta con distacco dai lembi dello scudo. Lo stemma è sormontato da una corona formata da un cerchio aperto adorno di pietre preziose (cinque visibili) smaltate di rosso e di azzurro, con due cordonate nei margini e sostenente una cinta, sormontata da una merlatura a coda di rondine e il tutto d'oro. Ai lati dello scudo e sotto vi sono due ramoscelli, uno di ulivo e uno di quercia smaltati di verde e legati da un nastro rosso".»
I monti in questione sono il San Martino, il Monte e il Torriello. Nell'atrio del primo piano del liceo scientifico Rinaldo d'Aquino, vengono ben evidenziati su un olio su tela a cura di Carmine Palatucci. Il dipinto è corredato di spiegazione e note storiche.
• Per il gonfalone:
«...consiste in un drappo d'azzurro con bordatura dorata e frangia d'oro in punta, caricato dello stemma sopra descritto, con l'iscrizione recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo e i cordoni sono dorati.»
• Lo statuto del comune è disponibile anche su internet e liberamente consultabile.cite-ref-20[20]
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Sulla piazza principale del paese si affaccia la chiesa madre di Santa Maria del Piano, realizzata tra il mwaxm1552 e il mwaxq1586. Di notevole valore storico artistico è l'ingresso principale dell'edificio religioso, costituito dalla maestosa porta lignea di noce scolpita e intagliata, opera realizzata dall'intagliatore locale Fabio Moscariello e databile al mwaxu1583cite-ref-21[21]; l'interno della collegiata si presenta a una navata con cappelle laterali; degni di nota sono il soffitto di cassettoni lignei ottagonali e la croce astile del mwaxo1457, opera di oreficeria mwaxsangioina.
Ancora, da ricordare sono le chiese della Madonna della Libera, di San Nicola, di Santa Lucia, di Sant'Anna e le chiese gemelle di San Michele Arcangelo e Madonna Santissima Addolorata, sulla cui facciata è un'iscrizione mwax0alto medievale in mwax4caratteri gotici che testimonia la fondazione della chiesa entro il XII secolo. Quasi ogni chiesa è associata ad una delle cosiddette mwax8congreghe dove si riuniscono le varie confraternite.cite-ref-silvestrovolpe-it-22-0[22] Ad esempio, presso la chiesa madre si riunisce l'mwayqarciconfraternita di San Bernardino da Siena.
Convento di San Francesco a Folloni
Il mwaywconvento di San Francesco a Folloni, dichiarato mway0monumento nazionale, è il più importante monumento storico-artistico del paese. Il convento deve il suo nome al luogo dove fu fondato, a quanto sembra, dallo stesso mway4san Francesco nel mway81222 (il bosco di Folloni). Il primo documento scritto che accerta l'esistenza del convento è del 5 gennaio mwaza1322:cite-ref-23[23] si tratta del rinnovo di un antico privilegio concesso ai frati dal principe di Taranto, mwazuFilippo I d'Angiò, e da sua moglie mwazyCaterina di Valois. Questo privilegio, consisteva nel permesso di poter pescare nel fiume Calore, attiguo al convento, poter fare legna nel bosco di Folloni, e poter macinare al mulino del paese. Altri privilegi ottenne il convento dalla regina mwazcGiovanna I nel mwazg1374, privilegi che confermavano e accrescevano le concessioni benevolmente elargite dagli Angioini, suoi predecessori, a partire da mwazkCarlo I d'Angiò che, insediatosi sul trono di Napoli nel mwazo1266, d'accordo con mwazspapa Clemente IV, restituì libertà agli ordini monastici. Come attestano i documenti d'archivio conservati nella biblioteca, la fabbrica diventò nei secoli sempre più imponente grazie ai benefici dei sovrani che si succedettero sul mwazwtrono di Napoli e alla generosità dei feudatari. Imponente la trasformazione che il complesso visse soprattutto nel mwaz0secolo XVI, cui sicuramente non fu estranea la famiglia Cavaniglia.
Il complesso
L'attuale complesso architettonico è frutto di un rinnovato intervento edilizio della metà del Settecento, reso necessario in seguito al mwaayterremoto del 1732. I lavori consistettero nella costruzione di una nuova chiesa in stile barocco-rococò, ruotata di circa 90º rispetto alla precedente e realizzata più alta di mwaac180 cm. Della vecchia chiesa rimane l'abside, oggi cappella del Crocifisso, che difatti si trova ad un livello inferiore. Annesso alla chiesa è il campanile che conserva, assieme al porticato adiacente, l'impianto della seconda metà del mwaagXV secolo. Allo stesso programma edilizio appartiene il chiostro, interposto ai due ambienti precedenti, che ha occupato il luogo dell'antica chiesa, sin dal Trecento annessa al chiostro, oggetto della recente indagini di scavo. Tutta la restante parte della fabbrica è relativa agli spazi conventuali, insistenti anch'essi su aree frequentate già dalle prime comunità religiose. Fa parte del convento anche la camera da letto di re mwaakUmberto II di Savoia, più volte ospite dei frati durante la mwaaoseconda guerra mondiale. All'interno della chiesa, si ammirano gli stucchi della metà del settecento del maestro Francesco Conforto; il pavimento maiolicato è datato mwaas1750.
Nell'ala destra del transetto, la lastra tombale della contessa Margherita Orsini, datata mwaa01521, e nella sacrestia, il monumento sepolcrale del marito di questa, mwaa4Diego I Cavaniglia, conte di Montella dal mwaa81477 al mwaba1481, morto a mwabeOtranto nel combattimento contro i mwabiTurchi, opera di grande interesse artistico, realizzata dallo scultore mwabmJacopo della Pila a fine XV secolo. Entrambi i monumenti funebri si trovavano già nell'antica chiesa quattrocentesca, e furono successivamente trasportati nella nuova chiesa.
Annessa al convento è la biblioteca. Istituita nel mwabuXV secolo, fu saccheggiata dopo la soppressione del convento in epoca mwabyborbonica. Ripristinata negli anni trenta del secolo scorso, conserva opere edite in Italia e all'estero dai primi del Cinquecento a tutto il Settecento. Conserva circa mwabc20 000 volumi.
Gli scavi
Gli scavi iniziati dopo il mwaboterremoto del 1980 hanno portato alla luce i resti della chiesa tre-quattrocentesca, oltre a numerosi reperti. Tra questi, lo scheletro e le vesti funerarie del conte Cavaniglia, il cui sarcofago si trova nella sacrestia della chiesa. Tra le vesti ritrovate del conte, la mwabsgiornèa, sorta di casacca che si portava sotto l'armatura, che rappresenta un mwabwunicum al mondo dato che non sono stati ad oggi rinvenuti indumenti simili ad essa.cite-ref-incampania-com-24-0[24]
Una campagna di scavi condotta tra il mwaci2005 e il mwacm2010 ha portato alla luce le strutture dell'antica chiesa e, sotto il livello del pavimento del chiostro, una mwacqnecropoli medievale francescana. Unico esempio per il Mezzogiorno d'Italia, casi analoghi sono attestati soltanto in alcuni contesti, oggetto di scavo, in Italia settentrionale. I 22 corpi sono stati rinvenuti con le braccia incrociate sul petto e un cuscino di pietre.
Databili dal mwacg1190 al mwack1550, alcuni resti potrebbero appartenere a quei frati che, insieme a mwacoFrancesco d'Assisi, si misero in cammino per diffondere la regola francescana nelle terre di mwacsPuglia e che il santo decise di lasciare proprio a Montella, per fondarvi un convento. Sono in corso attualmente (2012) studi realizzati dall'mwacwUniversità degli Studi "Suor Orsola Benincasa", dalla mwac0University of Southern Denmark e dalla mwac4mwac8Duke University.
Gli indumenti funebri del conte Cavaniglia
Nel febbraio del 2003 una indagine ricognitiva eseguita al basamento del monumento funebre di mwadcDiego Cavaniglia presso il convento ha riportato alla luce il corpo e le vesti del conte. Dell'abbigliamento del conte sono stati rinvenuti due soli indumenti: la mwadggiornea e il mwadkfarsetto. Al momento del ritrovamento essi avevano la consistenza della carta per effetto della disidratazione e diversi tipi di alterazioni presenti su ogni singola parte. La scoperta ebbe rilievo internazionale, non essendo stati rinvenuti prima esemplari di giornea originali.cite-ref-autogenerato2-25-0[25]cite-ref-autogenerato4-26-0[26]cite-ref-autogenerato3-27-0[27]cite-ref-autogenerato5-28-0[28]
Il tessuto in raso di seta cremisi della giornea aveva in origine decorazioni in oro e argento e, molto probabilmente, un'mwaesapplique sulla spalla destra che è stata strappata. Il farsetto, in damasco di seta, presenta la classica decorazione mwaewa pigna fiorita con maniche guarnite da asole per la fuoriuscita di nastrini decorativi. Alla pulizia iniziale, con acqua distillata e detergente neutro, e alla opportuna disinfestazione, è seguita l'operazione di fissaggio dei tessuti su supporto di crepeline e batista di cotone con punto posato e filato invisibile. Si è provveduto poi al rimontaggio dei singoli indumenti, attualmente esposti alla pubblica fruizione presso il museo dell'Opera di San Francesco a Folloni.cite-ref-29[29]
Santuario del Santissimo Salvatore
Il Santuario del Santissimo Salvatore, sull'omonima montagna, è una meta che figura negli itinerari giubilari vaticani.cite-ref-30[30] Una scalinata in marmo di inizio novecento porta, tramite un cancello sulla sommità, allo spiazzale che circonda il Santuario e la Casa del Pellegrino. Qui si trova il settecentesco mwafwpozzo dei miracoli, che ricorda il miracolo che sarebbe avvenuto nel mwaf01779, quando secondo la leggenda improvvisamente si aprì una sorgente sulla sommità del monte. La chiesa, di impianto settecentesco, ma fortemente modificata dagli interventi realizzati negli anni sessanta-settanta con i contributi degli emigranti, è di modesto valore architettonico (riconducibile unicamente al particolare contesto). È a navata unica, con un all'ingresso tre porte di bronzo, delle quali le due laterali sono state realizzate dall'artista Antonio Manzi in occasione del mwaf4Giubileo del 2000. Di originale rimangono alcuni stucchi e l'altare settecentesco, in marmo policromo, su cui si trova la statua del Santissimo Salvatore, con la caratteristica veste rossa e blu, la corona d'oro e, nella mano destra, la sfera celeste. A sinistra dell'ingresso la targa che ricorda la visita al Santuario di mwaf8Umberto di Savoia nel mwaga1936.
Complesso del Monte
Il mwahqcomplesso del Monte comprende:
• la Chiesa di Santa Maria della Neve (o del Monte);
• il Monastero del Monte;
• il Castello Longobardo con l'annessa area murata.
Di grande interesse storico è il sito del castello Normanno del X secolo con l'insediamento adiacente risalente al VI-VII secolo. Gli scavi condotti negli anni ottanta hanno riportato alla luce reperti di epoca longobarda e alto-medievale, tra cui monete e frammenti di affreschi, oltre a sepolture riconducibili allo stesso periodo. Sono oggi visibili il corpo centrale, il mwahodonjon, le mura di cinta e i ruderi delle stanze della nobiltà. Nel 1293 mwahsCarlo II d'Angiò confiscò il castello per farne luogo di svago. A Re Carlo II si deve la realizzazione della cisterna e del sistema di canalizzazione delle acque. Nel XIV secolo, per volere dei d'Aquino, feudatari di Montella, vennero rinnovate la torre del mwahwXII secolo e si realizzarono opere di miglioramento del palazzo, con la realizzazione delle decorazioni pittoriche. Il Castello fu abitato dai Conti Cavaniglia nel XV secolo, e durante la loro signoria ospitò nel 1445 una memorabile battuta di caccia cui prese parte il Re mwah0Alfonso il Magnanimo. Venne abbandonato definitivamente nel corso del XVI secolo, con il trasferimento degli ultimi abitanti e la realizzazione del nuovo Palazzo di corte a valle.
La chiesa è ad una sola navata con altari minori in legno con pale lignee; tra queste, quella raffigurante la "Madonna dell'umiltà" del XIV secolo.
Il monastero è stato edificato tra il mwaia1554 e il mwaie1586 sulla preesistente Chiesa al Monte di Pietà, a 760 m di altezza, in una zona dove la cinta muraria ed il castello ne confermano la presenza in mwaiiepoca longobarda. Fu affidato ai mwaimMinimi Conventuali Riformati di S. Francesco sostituiti nel mwaiq1603 dagli mwaiuOsservanti riformati. Nel mwaiy1613 nel convento viveva una comunità di 12 padri e di parecchi fratelli laici. Il feudatario Antonio Grimaldi, nel mwaic1642, donò al Monte di Pietà il giardino adiacente al convento, già dipendenza del castello. Ha subito nei secoli diverse modifiche: la struttura è a pianta quadrata e con il tipico mwaigchiostro con volte a crociera affrescate nel XVII secolo da mwaikMichele Ricciardi. Interamente recuperato e reso fruibile, i piani più alti saranno destinati a ritiri spirituali, rimanendo comunque possibile visitare le celle. I locali inferiori, dove si svolgeva la vita dei frati, sono visitabili per intero usufruendo dei percorsi predisposti dalla sovrintendenza ai beni culturali anche per mezzo di pannelli illustrativi presenti in ogni area. Il vecchio orto del convento si trova nello spiazzale adiacente al castello; è stato recuperato e vi sono state piantate le stesse colture dell'epoca medioevale che davano sostentamento ai monaci.
Architetture civili
I palazzi signorili
Sulla piazza principale è di gran pregio il mwaj0Palazzo Abiosi, proprietà della omonima famiglia mwaj4baronale, con l'annesso parco di oltre mwaj810000 m², esempio di giardino all'italiana di cui si ha notizia già nel XV secolo. Più volte risistemato e ingrandito, conserva l'originale impianto articolato intorno a due mwakicorti-patii, con le botteghe che danno sulla piazza e gli appartamenti nobili al primo piano, è emblematico della tipologia della "casa a corte" prevalente nel Sud Italia fino alla prima metà del XX secolo.
Nel rione Garzano, nella parte alta di Montella, è da ricordare il mwakqPalazzo Bruni Roccia della prima metà del XVI secolocite-ref-31[31] e ingrandito nel XVIII secolo. Al palazzo sono annessi un giardino nella tradizione del modello formale ed un ampio parco di mwakk21000 m².cite-ref-32[32] Il profondo restauro ha valorizzato l'impianto originale.cite-ref-33[33]
Di fronte, sorge il Palazzo della famiglia Capone, quasi interamente ricostruito dopo il terremoto del 1980, ora sede del mwalmTeatro Adele Solimene.
Nel rione Serra, si trova la settecentesca mwaluVilla Trevisani e a poca distanza la mwalycasa Carfagni, costruita sulle mura di epoca medievale; nello stesso rione, sulla sommità, sono visibili i resti del mwalcPalazzo Virnicchi, che sembra abbia dato i natali al poeta mwalgRinaldo d'Aquino nel 1221 e che ingloba al suo interno i resti di una torre di probabile epoca mwalksaracena.cite-ref-34[34] Nel rione Sorbo è architettonicamente rilevante il mwal4Palazzo Coscia, anch'esso sette-ottocentesco ma di impianto precedente.
Il terremoto del 1980 ha completamente distrutto gli storici palazzi delle famiglie Boccuti e Lepore, quest'ultimo ricordato soprattutto per aver ospitato per una notte Giuseppe Bonaparte di passaggio verso Napoli.
Sulla via del Corso si trova mwammVilla Elena, costruita in stile vagamente mwamqLiberty tra il 1899 e il 1900, su progetto dell'architetto montellese attivo negli mwamuUSA Angelo Moscariello, per volere del ricco emigrante Celestino De Marco e della moglie Elena O'Connor al ritorno in patria e circondata da un ampio parco aperto al pubblico. Di notevole interesse nella villa gli arredi e i soffitti a cassettoni opera dell'ebanista Felice Cianciulli.
Sempre su via del Corso si trovava il palazzetto seicentesco della famiglia Volpe, anch'esso distrutto dal terremoto del 1980, di cui si conservano ancora il portale con lo stemma della famiglia e le ringhiere in ferro battuto riutilizzati nell'edificio costruito al suo posto. A poca distanza nel mwamc1937 viene realizzato mwamgPalazzo Gambone, dall'allora mwamkpodestà, interessante rilettura dell'architettura fascista dello stile floreale.
Ogni mwamscasale aveva dunque il suo palazzo nobiliare (e le sue famiglie più influenti) e le sue chiese; di fatto, fino agli anni cinquanta, Montella era costituita da rioni separati da zone verdi; zone che, con il boom edilizio degli anni sessanta-settanta, sono state edificate, unendo i diversi agglomerati esistenti e facendo del paese un unico agglomerato urbano.
La nuova Casa comunale
Nel mwani1989 viene bandito il concorso per la realizzazione della Casa comunale, dopo il crollo della sede originaria a seguito del mwanmterremoto del 1980. Realizzata in lotti successivi a partire dal 1999 su progetto dell'architetto mwanqDonatella Mazzoleni, è stata oggetto di diverse pubblicazioni su giornali specialistici. Costituita da più edifici con funzioni differenti (uffici pubblici, servizi sociali, teatro all'aperto, sala consiliare, giardino cosmologico) disposti intorno ad una piazza-fulcro, in un articolo della rivista mwanumwany'ANANKE è stata definita come "un paradigma di ciò che la ricostruzione post-sisma del 1980 in Irpina doveva essere e non è stata".cite-ref-35[35]
Aree naturali
Montella, parte del mwan0parco regionale dei Monti Picentini e sede della mwan4comunità montana Terminio Cervialto, è stata scelta da quest'ultima per ospitare il Centro recupero rapaci "Assunta Capone", che da circa venti anni cura molte specie in pericolo. Oltre alla cura e conservazione dell'avifauna (un esempio è la ripopolazione della poiana), il Centro si occupa anche di rettili e anfibi, nonché organizza lezioni per gli alunni delle scuole della provincia sui temi delle scienze naturali, della conservazione e della valorizzazione del patrimonio naturalistico locale.
Meta di turisti sono gli mwaoialtipiani di Verteglia (presso il mwaomMonte Terminio), ricchi di percorsi naturalistici con sentieri per il mwaoqtrekking, l'mwaouMTB, l'equitazione, ma anche liberi tracciati per lo sci alpino e sci di fondo che coinvolgono una ristretta nicchia di turismo, più ricercata e meno massificata della vicina stazione sciistica del Laceno.
Società
Evoluzione demografica
Lingue e dialetti
Accanto alla mwapelingua italiana, a Montella è in uso una varietà del mwapidialetto irpino.cite-ref-37[37]
Cultura
Arte
Biennale d'Irpinia
Cucina
Castagna di Montella
Il comune di Montella è noto per la produzione della mwarocastagna di Montella, riconosciuta con marchio mwarsDOC nel mwarw1987 e mwar0IGP nel mwar41997. La coltivazione della castagna nel territorio montellese è documentata fin dall'mwar8Alto Medioevo. A impegnarsi per primo ai fini del riconoscimento del marchio DOC per la castagna di Montella fu il barone Gennaro Abiosi. La mwasacastagna di Montella già nel mwase1987 ottiene, primo caso in Italia di prodotto ortofrutticolo, il riconoscimento della mwasqdenominazione di origine controllata. Bisogna considerare anche tutti i prodotti derivati dalla lavorazione della castagna, dai dolci di castagne ai mwasumarron glacé, passando per le tipiche mwasymwasccastagne del prete.
Bollite con la buccia e mangiate calde, le castagne vengono dette mwaskvalani. Le caldarroste sono invece dette mwasovarole. Le secche bianche (mwasspistate) vengono spesso consumate in zuppa con i fagioli.
A partire dal 2008 i castagneti hanno subito un netto calo di produttività dovuta alla comparsa del cinipide galligeno del castagno, mwas0Dryocosmus kuriphilus, proveniente dalla Cina e apparso in Italia negli anni duemila. Si tratta di una piccola vespa le cui larve provocano la formazione di mwas4galle che riducono l'attività fotosintetica della pianta, portandola al deperimento.Considerata anche la difficoltà di combatterne la diffusione con fitofarmaci, sono stati attivati dei progetti di lotta biologica.cite-ref-44[44]
Produzione casearia
I latticini sono un prodotto tipico del paese. Il latte più usato è quello vaccino, ma non è difficile trovare prodotti derivati dal latte di pecora o di capra. Si trovano formaggi grassi e non, come pure freschi e stagionati.
• Il caciocavallo (mwatcprovolone): meglio conosciuto come "podolico" (poiché prodotto con il latte della mucca podolica), il provolone presenta la classica forma sferica.
• La ricotta di Montella: viene prodotta vaccina o pecorina, ma la prima è più diffusa. La ricotta fresca viene venduta nelle mwatkfoscelle che una volta erano fatte a mano, di giunchi. Viene largamente usata nella preparazione della pasta ripiena, ma anche nei dolci. Salata ed essiccata (mwatorecotta secca) è molto utilizzata da grattugiare sulla pasta. Oggi vengono prodotte ricotte con il nome di mwatsMontella in diverse regioni d'Italia.
• Il fior di latte: è un formaggio fresco rigorosamente di latte vaccino, e non ha bisogno di essere conservato in acqua e caglio.
• I burrini: quando non esistevano le confezioni di plastica, a Montella il burro veniva venduto in questa forma. Sono piccoli caciocavalli che all'interno racchiudono una sfera di burro.
• La scamorza: altro prodotto caseario e tipico della zona.
Il caciocavallo impiccato
Tipica di Montella è una particolare tecnica di cottura del mwaueCaciocavallo podolico che ha avuto una larga diffusione in tutta la zona. Il Caciocavallo viene sospeso sulla brace ardente fino a fondersi, e il prodotto fuso viene spalmato su una fetta di pane. Da qui il nome "Caciocavallo impiccato".cite-ref-45[45]
La pasta
La carne
La principale qualità di carne utilizzata nella tradizione è quella di suino. Diverse famiglie usano ancora allevare e macellare il maiale in proprio. Ogni parte viene usata, e qui le ricette si perdono nel tempo. Una delle più antiche è carne, patate e peperoni cotti in forno a legna. Tipica ricetta di carne sono i mwau4mogliarielli, involtini di intestino ripieni di mwau8cotenna e varie spezie cucinati in salsa di pomodoro.
Le verdure, i legumi, i contorni e le zuppe
Verdure della tradizione montellese sono la mwavicicoria, erbacea spontanea raccolta in campagna, e la mwavmbieta, utilizzata come ripieno per la focaccia (mwavqpizza co' ra ghieta). La minestra viene spesso accompagnata dai fagioli e dal cotechino o altro insaccato a realizzare la cosiddetta mwavuminestra 'maretata. Altra ricetta tipica è la 'mwavyndrittuglia, composta di fave, fagioli, mais, lenticchie e ceci. Ognuno degli ingredienti viene cotto singolarmente, e poi vengono uniti. Molto utilizzato nella cucina tradizionale l'origano (mwavcpilieo), del quale esiste una forte tradizione di raccolta.
I funghi e il tartufo
Forte la tradizione della raccolta dei funghi. Il più pregiato è il mwav8munito (mwawaporcino), ma nella tradizione si raccolgono anche mwawegallineddre (mwawigalluzzi), mwawmpieschi (mwawqlattaioli), mwawufongelle (mwawymorette), mwawcconocchie (mwawgmazze di tamburo), mwawkviruoli (mwawoovuli). Diffuso anche il mwawstartufo nero.
Pizza e rustici
La pizza, classica e cotta in forno a legna, è molto alta e condita con pomodoro, origano e parmigiano. I rustici e le torte salate si trovano spesso ripieni di salame o pancetta. Tipica della tradizione la pizza con le bietole (mwaw4pizza cò re ghiete), focaccia ripiena di biete, alici e pinoli. La pizza gialla, e la mwaw8pizza a lo chingo vengono ancora oggi preparate anche se la loro tradizione si perde nei secoli. Tipico piatto invernale, una sorta di polenta condita con mwaxacigole e saleme, ovviamente cotta nel forno a legna.
La frutta
Varietà di frutta tipiche della zona sono, oltre alle mwaxmcastagne IGP, le mwaxqmwaxumele annurche, le mwaxypere mast'Antonio, le nocciole e le noci.
Economia
Industria
La zona industriale di Montella è ubicata in una vasta area pianeggiante tra l'abitato e il mwaxoconvento di San Francesco a Folloni. Vi si sono insediate diverse industrie: conserviere, dolciarie, lavorazione del legno, restauro, lavorazione lamiere. Numerose le aziende dedicate alla lavorazione e trasformazione della mwaxscastagna di Montella. Importante è anche l'allevamento e l'industria casearia è ben sviluppata.
Importante anche l'industria boschiva con produzione di legna e legnami, soprattutto castagno e faggio.
Infrastrutture e trasporti
Strade
Montella è servita dalla mwayastrada statale 7 che consente i collegamenti con mwayeAvellino da un lato e con mwayiLioni, mwaymContursi e mwayqMelfi dall'altro.
Le altre strade che attraversano il territorio comunale sono:
• l'ex mwaygstrada statale 164 delle Croci di Acerno
• l'ex mwayostrada statale 368 del Lago Laceno
• l'ex mwaywstrada statale 574 del Monte Terminio
• la strada provinciale 43: mway4dalla ex SS 164, per San Francesco a Folloni, alla ex SS 368 (km 2,769).
• la strada provinciale 95: mwazadalla ex SS 368 allo scalo ferroviario di Montella (km 0,234).
• la strada provinciale 143: mwazida Bagnoli Irpino all'ex mwazmstrada statale 164 delle Croci di Acerno (km 5,920).
• la strada provinciale 152 1º tratto: mwazudalla ex SS 574 (Cruci di Montella) alla SP 108 (Volturara Irpina) (km 9,292).
• la strada provinciale 152 2º tratto: mwazcdalla ex SS 368 (Montella) al Santuario S.S. Salvatore (km 6,327).
• la strada provinciale 158: mwazkdallo scalo ferroviario di Montella per il bivio della ex SS 164 alla frazione Gargano (km 1,800).
Ferrovie
La mwa0astazione di Montella si trova sulla mwa0eferrovia Avellino-Rocchetta Sant'Antonio, linea risalente agli ultimi anni del 1800 e chiusa al regolare esercizio dal 2010.cite-ref-46[46] Era servita da diversi convogli al giorno e da un collegamento diretto con Salerno. La stazione ferroviaria è stata riaperta a fini turisticicite-ref-47[47] dal 3 novembre 2017.
Mobilità urbana
Amministrazione
Sindaci
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1993 | 1996 | Fernando Chiaradonna | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1996 | 2000 | Bruno Fierro | PDS | Sindaco | |
| 2000 | 2005 | Bruno Fierro | centrosinistra | Sindaco | |
| 2005 | 2009 | Salvatore Vestuto | centrosinistra | Sindaco | |
| 2009 | 2019 | Ferruccio Capone | lista civica | Sindaco | |
| 2019 | in carica | Rizieri Buonopane | centrosinistra | Sindaco | |
Gemellaggi
Montella è, dal 1991, gemellata con la città di mwa1iNorristown, Stati Uniti d'America.cite-ref-ci-48-0[48] Nell'ambito di un progetto di scambio studenti, dal 1994 in poi le due cittadine hanno ospitato reciprocamente studenti della Norristown Area High School e degli istituti superiori di Montella.cite-ref-49[49] Tale progetto dà la possibilità di far conoscere diverse culture, usi, costumi, luoghi e concezioni della scuola a molti ragazzi di Montella, che vengono ospitati presso famiglie del luogo e frequentano le lezioni a scuola, oltre a visitare i maggiori siti turistici della mwa1smwa1wEast Coast statunitense.
Altre informazioni amministrative
Il comune di Montella fa parte della mwa18Comunità montana Terminio Cervialto e del mwa2aParco regionale Monti Picentini.
Sport
Nello sport:
• il gruppo podistico Montellese "Pedibus Calcantibus", la cui manifestazione più importante è la marcia per la pace Montella-mwa2yAssisi-Montella per portare a mwa2cSan Francesco a Folloni una fiaccola accesa nella casa del mwa2gSanto.
• "La tana del lupo" raccoglie gli appassionati di tiro al piattello.
• La "U.S. F. Scandone" promuove il ciclismo, ogni anno organizza diverse cronoscalate.
• La Società "Felice Scandone" e la "Montella Calcio", lo sport nazionale.
• L'Associazione Sportiva Dilettantistica Circolo Scacchistico di Montella.
Note
cite-note-altitudine-11. mwa3umwa3ymwa3cMontella, su mwa3gComuni italiani.
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-22. mwa34mwa38mwa4aBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwa4edemo.istat.it, mwa4iISTAT.
cite-note-divamm-sismica-31. mwa4ymwa4cmwa4gClassificazione sismica (mwa4kmwa4oXLS), su mwa4srischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-42. mwa48mwa5amwa5eTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwa5imwa5mPDF), in mwa5qciterefmwa5uLeggemwa5y mwa5c26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwa5gAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwa5k 151. mwa5oURL consultato il 25 aprile 2012 mwa5s(archiviato dall'mwa5wurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-55. ↑ Sulla pronuncia del mwa6atoponimo, vedi la voce del mwa6emwa6iDizionario d'ortografia e di pronunzia: mwa6mmwa6qmwa6uMontella, su mwa6ydizionario.rai.it mwa6c(archiviato dall'mwa6gurl originale il 21 settembre 2013).
cite-note-moscariello-66. ↑ Salvatore Moscariello, mwa7qMontella tra note e immagini, 1991.
cite-note-77. ↑ mwa7gmwa7kmwa7oConvento e Museo di San Francesco a Folloni, su mwa7sincampania.com mwa7w(archiviato dall'mwa70url originale il 28 dicembre 2010).
cite-note-83. Salvatore Moscariello, mwa8eMontella tra note e immagini, p. 44.
cite-note-99. ↑ mwa8umwa8ymwa8cMontella: Posizione nelle Classifiche, su mwa8gcomuni-italiani.it.
cite-note-1010. ↑ mwa8wmwa80mwa84La Castagna DOC di Montella, su mwa88spazioinwind.libero.it.
cite-note-114. Salvatore Moscariello, mwa9mMontella tra note e immagini, p. 45.
cite-note-ingv-1212. ↑ mwa9cmwa9gmwa9kCatalogue of strong earthquakes in Italy, su mwa9oINGV mwa9s(archiviato dall'mwa9wurl originale il 7 gennaio 2018).
cite-note-1313. ↑ mwa-amwa-emwa-iClassificazione sismica dei comuni italiani (mwa-mmwa-qXLSX), su mwa-uProtezione Civile. mwa-yURL consultato il 13 gennaio 2018 mwa-c(archiviato dall'mwa-gurl originale il 4 novembre 2017).
cite-note-1414. ↑ mwa-wFrancesco Scandone, mwa-0Famiglie montellesi cospicue, da cui uscirono esecenti professioni liberali, dal XV alla fine del XVIII, in mwa-4L'Alta Valle del Calore. Il municipio di Montella, col suo feudo, nei tempi moderni incominciando dal dominio della Casa D'Aragona, Napoli, Libreria Detken & Rocholl, 1920.
cite-note-autogenerato1-1515. ↑ F. Scandone, mwa-yL'Alta valle del Calore. Montella antica e medio-evale e le sue costituzioni municipali, Libreria Detken & Rocholl, Napoli, 1911.
cite-note-1616. ↑ mwa-oMarcello Rotili, mwa-smwa-wI Longobardi: migrazioni, etnogenesi, insediamenti (mwa-0mwa-4PDF), p.mwa-8 39 mwbaa(mwbaearchiviato il 26 dicembre 2023).
cite-note-1717. ↑ mwbaumwbaymwbacJacopo della Pila, su mwbagtreccani.it.
cite-note-1818. ↑ mwbawmwba0mwba4INGV - DBMI11 - MAP, su mwba8emidius.mi.ingv.it.
cite-note-1919. ↑ Salvatore Moscariello, mwbbmMontella tra note e immagini, Tipografia Dragonetti, Montella, 1991.
cite-note-2020. ↑ mwbbcmwbbgmwbbkStatuto del comune di Montella (mwbbomwbbsPDF). mwbbwURL consultato il 26 marzo 2018 mwbb0(archiviato dall'mwbb4url originale il 10 maggio 2006).
cite-note-2121. ↑ mwbciAdelio Moscariello, mwbcmLa porta lignea della Collegiata di Santa Maria del Piano, in mwbcqNapoli Nobilissima, vol.mwbcu 4, n.mwbcy 2-3, 2003.
cite-note-silvestrovolpe-it-2222. ↑ mwbcomwbcsmwbcwLe confraternite di Montella, su mwbc0silvestrovolpe.it.
cite-note-2323. ↑ mwbdemwbdimwbdmIntervista a Simone Schiavone sul Convento di San Francesco di Folloni di Montella, su mwbdqarcheorivista.it.
cite-note-incampania-com-2424. ↑ mwbdgmwbdkmwbdoConvento e Museo di San Francesco a Folloni, su mwbdsincampania.com mwbdw(archiviato dall'mwbd0url originale il 28 dicembre 2010).
cite-note-autogenerato2-2525. ↑ mwbeemwbeimwbemGiornéa di Diego Cavaniglia, su mwbeqsanfrancescoafolloni.it mwbeu(archiviato dall'mwbeyurl originale il 5 marzo 2016).
cite-note-autogenerato4-2626. ↑ mwbeo(mwbesmwbewEN) mwbe0mwbe4Giornea of Diego Cavaniglia from 1481, convent San Francesco a Folloni, su mwbe8kostym.cz.
cite-note-autogenerato3-2727. ↑ mwbfmmwbfqmwbfuOggetto artistico - Giornea, su mwbfycir.campania.beniculturali.it mwbfc(archiviato dall'mwbfgurl originale il 27 settembre 2013).
cite-note-autogenerato5-2828. ↑ mwbfwmwbf0mwbf4Associazione Culturale – «Palazzo Tenta 39» 7ª Conferenza Tematica 2009 “I Cavaniglia, storia di una dinastia. Alcune note sui paramenti”, su mwbf8palazzotenta39.it.
cite-note-2929. ↑ mwbgmDiego Cavaniglia: la rinascita di un conte, a cura di fra Agnello Stoia, Edizioni Cefrasm, 2010. ISBN 9788890368806
cite-note-3030. ↑ mwbggmwbgkmwbgoSantuario del SS Salvatore - Montella (Av), su mwbgssantuariosalvatore.org.
cite-note-3131. ↑ mwbg8mwbhamwbheCatalogo Generale dei Beni Culturalimwbhq, su mwbhwcatalogo.beniculturali.it. mwbh0URL consultato il 10 maggio 2020.
cite-note-3333. ↑ mwbioVincenzo Calvanese e Giuseppe Giordano, mwbisIl Palazzo Bruni Roccia a Montella (Avellino): storia di un restauro, Università degli Studi di Napoli Federico II, Polo delle Scienze e delle Tecnologie, 2007, pp.mwbiw 474-483.
cite-note-3434. ↑ F. Scandone, mwbjaL'Alta valle del Calore. Montella antica e medio-evale e le sue costituzioni municipali, Libreria Detken & Rocholl, Napoli, 1911.
cite-note-3535. ↑ mwbjqDonatella Mazzoleni, mwbjumwbjyMontella (Av): una piazza-macchina solare e un'architettura bioclimatica condivisa (mwbjcmwbjgPDF), su mwbjkverderosa.files.wordpress.com.
cite-note-3636. ↑ Dati tratti da: mwbj0mwbj4mwbj8mwbkamwbkePopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwbkimwbkmPDF), su mwbkqebiblio.istat.it, mwbkuISTAT. mwbkymwbkcmwbkgmwbkkPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwbkoesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-3737. ↑ mwbk8Olga Marano Festa, mwblaIl dialetto irpino di Montella: appunti lessicali, Pisa, Tipografia Simoncini, 1932.
cite-note-3838. ↑ mwblqmwblumwblyBiennale d’Irpinia, su mwblcartribune.com.
cite-note-3939. ↑ mwblsmwblwmwbl0A Montella "Biennale d’Irpinia - Mostra d'arte contemporanea", su mwbl4sistemairpinia.provincia.avellino.it.
cite-note-4040. ↑ mwbmimwbmmmwbmqMontella: al via il 3 agosto la III edizione della Biennale d’Irpinia, su mwbmuavellinozon.it.
cite-note-4141. ↑ mwbmkmwbmomwbmsA Montella "Il Biennale d’Irpinia - Mostra d'arte contemporanea", su mwbmwavellinotoday.it.
cite-note-4242. ↑ mwbnamwbnemwbniMontella, al via la seconda Biennale d'Irpinia, su mwbnmecampania.it.
cite-note-4343. ↑ mwbncmwbngmwbnkL'artista teatino D'Aquila espone alla prima Biennale per ricordare il terremoto dell'Irpinia, su mwbnochietitoday.it.
cite-note-4444. ↑ mwbn4mwbn8mwboaLotta biologica al cinipide del castagno, su mwboeagricoltura.regione.campania.it, Regione Campania. mwboiURL consultato il 18 settembre 2013 mwbom(archiviato dall'mwboqurl originale il 26 dicembre 2012).
cite-note-4545. ↑ mwbogmwbokmwbooCome nasce il caciocavallo impiccato, su mwboscaciocavalloimpiccato.it mwbow(archiviato dall'mwbo0url originale l'11 agosto 2015).
cite-note-4646. ↑ mwbpemwbpimwbpmFerrovia Rocchetta S. Antonio Lacedonia-Avellino - Ferrovie abbandonate, su mwbpqferrovieabbandonate.it. mwbpuURL consultato il 6 dicembre 2017.
cite-note-4747. ↑ mwbpkmwbpomwbpsIl treno delle castagne da Foggia a Montella, su mwbpwfondazionefs.it. mwbp0URL consultato il 6 dicembre 2017.
cite-note-ci-4848. ↑ mwbqemwbqimwbqm«Sono qui le mie radici» mwbqq(archiviato dall'mwbquurl originale il 26 agosto 2014). corriereirpinia.it
cite-note-4949. ↑ mwbqkmwbqomwbqsGemellaggio con Montella mwbqw(archiviato dall'mwbq0url originale il 6 gennaio 2009). norristownmontella.org
Bibliografia
• mwbreSalvatore Moscariello, Montella tra note e immagini, Montella, Tipografia Dragonetti, 1991.
• mwbrmFrancesco Scandone, L'Alta Valle del Calore. Il municipio di Montella, col suo feudo, nei tempi moderni incominciando dal dominio della Casa D'Aragona, Napoli, Libreria Detken & Rocholl, 1920.
• mwbruFrancesco Scandone, L'Alta valle del Calore. Montella antica e medio-evale e le sue costituzioni municipali, Napoli, Libreria Detken & Rocholl, 1911.
• mwbrcOlga Marano Festa, Il dialetto irpino di Montella: appunti lessicali, Pisa, Tipografia Simoncini, 1932.
Voci correlate
• mwbr8Diego I Cavaniglia
• mwbsmProvincia di Avellino
• mwbsuIrpinia
• mwbscStazione di Montella
• mwbskTerminio
• mwbs0Campania
• mwbteMonti Picentini
• mwbtmCastagna di Montella
• mwbtumonte Accellica
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Montella
Collegamenti esterni